3. Vita d'Ansaldo Grimaldi
Il gradimento dell' illustre Exdoge Lomellini fu grandissimo: e maggiore anche il piacer di vedere, che il nome Grimaldi fuori del patrio suolo prometteva nuovo splendore alla Patria ed alla famiglia. La Republica di Genova già ammirava i talenti del nostro Grimaldi, quando dovett'essere più contenta nel vedere impegnata la di lui penna a dimostrar anche da lontano il più vero spirito patriotico, solo retaggio rimastogli dai suoi antenati. Fu certamente l' effetto di questo sentimento, che l' impegnò a pubblicare la Vita d' Ansaldo Grimaldi (a); Eroe della Patria e della famiglia.
Chi legge questo libro par che non lo trovi corrispondente alla prima idea che dal titolo ne viene eccitata; perchè poco vi si parla della vita d'Ansaldo. Sembrami però, che due fossero le mire principali dell' Autore, che ben rettificano la sua intenzione. La prima di rilevare quelle qualità d' Ansaldo, che gli fanno meritare il titolo di Grande; la seconda, di rischiarare diversi versi punti importantissimi della Storia politica di Genova e di segnare il carattere della sua vera Costituzione ed i principi veri e regolari della sua sussistenza. Quest'oggetto rientra tutto nella Storia d'Ansaldo, non solo perchè esso fu il Restitutore della libertà e del decoro, ma perchè in quel tempo si scossero più possentemente i cardini della Republicana libertà e si stabilì la insino allora vacillante Aristocrazia. La storia dell'uomo di Stato è indivisa da quella dello Stato istesso. Non mancò dunque l'Autore se non tenne dietro a quelle particolarità che occupano ordinariamente la penna dei Biografi, ma pensò di essere più utile col sostituire riflessioni interessanti a fatti di poco momento. Egli così ha divisa quest'Opera quasi in due parti. Nel Testo si fa come un quadro animato della Storia Politica di Genova scritta da vero Filosofo, cioè, ravvicinando le cagioni agli effetti. Fa veder come la mancanza di Costituzioni e leggi fondamentali dava continuamente luogo all'arbitraggio ed alle personalità, donde poi provenivano quelle vicende, che tenevano lo Stato in continua rivoluzione; e per quale successione di disordini si giunse finalmente all'ordine, che tuttora vi regna. E codesta, che interpolatamente contiene le gesta dell'Eroe, fa la parte principale dell'Opera. Ma siccome la Storia delle Repubbliche è stata sempre la vera miniera delle politiche e morali osservazioni, così il nostro Autore non potè evitare quelle riflessioni che il corso della Storia naturalmente gli presentava. Esse sono opportunamente collocate, e formano quasi una serie di tanti saggi Politici e Morali, ne' quali benchè l'uomo non sia risparmiato, poichè viene mostrato qual è schiavo delle passioni e delle circostanze, il Grimaldi non lascia d' indicare nel tempo stesso quei doveri, che in ogni circostanza sono le leggi vere della condotta e della vita. Bisogna assolutamente leggere quest' Opera, che sotto semplice titolo contiene tante nobili idee, e che è impossibile di dettagliare in un circoscritto discorso. Torno per tanto all'oggetto principale, cioè, al Grande Ansaldo.

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